Palestra Sicura
"Prevenzione e Benessere"

Palestra Etica   Palestra Sicura
26 December 2015  
 

Il progetto Palestra Sicura: Prevenzione e Benessere

Il progetto Palestra Sicura: Prevenzione e Benessere
 

Il progetto Palestre Sicura è compreso nel Piano nazionale d’azione 2008 contro le dipendenze, e nasce dall’esigenza di prevenire e contrastare tra i frequentatori delle palestre e dei centri di fitness l’utilizzazione e la diffusione delle sostanze dopanti, promuovendo un modello di buona gestione complessiva mirato al miglioramento dello stato di salute e di benessere degli utenti.

Più in generale, il progetto si propone di valorizzare il ruolo di tali centri nella promozione di un’attività che tuteli la sicurezza degli utenti e che miri alla promozione di uno stile di vita sano. Esso è stato definito nel pieno rispetto delle norme specifiche già emanate in materia da alcune Regioni, nonché nel rispetto degli obiettivi del Programma quadro Guadagnare Salute, coordinato dal Ministero della Salute con il contributo di nove dicasteri, finalizzato a rendere più facili le scelte salutari e di promuovere campagne informative che mirino a modificare comportamenti inadeguati che favoriscono l’insorgere di malattie degenerative di grande rilevanza.

Per questo, al fine di valorizzare il ruolo delle attività motorie come strumento di benessere psico fisico degli individui giovani e meno giovani, nel rimandare al livello regionale la fase applicativa dell’intero progetto si individuano gli Assessorati e i Dipartimenti responsabili delle politiche per la Salute (con possibili eccezioni) come principali esecutori e coordinatori delle azioni previste. Sulla base di ciò, inoltre, nell’implementazione delle fasi per il raggiungimento degli obiettivi, il settore della Sanità svolgerà un ruolo fondamentale sia in termini di verifica e controllo verso le Palestre aderenti, sia in riferimento ad azioni di sensibilizzazione dei cittadini verso modelli corretti e sani di attività motoria e sportiva.

L’attuale situazione

Negli ultimi cinque anni, in Italia, sono aumentati in misura considerevole i frequentatori di palestre e dei centri di fitness, stimati ormai al di sopra dei quattro milioni. Successivamente alla promulgazione della Legge 376 del 14 dicembre 2000 “Disciplina della tutela sanitaria delle attività sportive e lotta contro il doping”, molteplici indagini giudiziarie hanno consentito di dimostrare il coinvolgimento di un elevato numero di palestre nei traffici illeciti di sostanze e farmaci dopanti destinati agli utenti o ad altri. Attraverso le intercettazioni telefoniche, le perquisizioni, i sequestri e le perizie, è stato anche possibile comprendere approfonditamente le dinamiche di tali traffici, per lo più caratterizzati dalla cessione diretta delle sostanze e dei farmaci dopanti dal gestore (o da altre persone responsabili della palestra) al cliente, senza prescrizione medica e al di fuori di qualsiasi esigenza terapeutica. Agli utenti delle palestre e dei centri di fitness coinvolti, la tipologia e la posologia di assunzione sono spesso suggerite dallo stesso spacciatore. Si viene, così, a determinare un’incontrollabile e pericolosa condizione di automedicazione che, spesso quando è ormai troppo tardi, esplode in gravi patologie o in casi di morte.

Le risultanze delle indagini giudiziarie più rilevanti ed estese sull’intero territorio nazionale, hanno consentito di stimare che tale commercializzazione illecita ha coinvolto un’elevata percentuale, circa il 15%, delle palestre e dei centri fitness italiani, mettendo così a repentaglio la salute di centinaia di migliaia di utenti. Recentemente, sono stati stimati in Italia circa 510.000 assuntori di sostanze e farmaci doping, la maggior parte dei quali (circa l’80%) frequentatori di palestre e con un’età compresa tra 18 e 45 anni, mentre la restante parte (circa il 20%) sono praticanti amatoriali di diverse discipline sportive.

I farmaci doping di maggiore utilizzazione sono gli steroidi anabolizzanti, il testosterone e l’ormone della crescita per i quali la letteratura scientifica ha, da molti anni e approfonditamente, documentato i danni derivanti dall’assunzione non giustificata da reali patologie, danni aggravati da posologie spesso ben superiori a quelle adottate in campo terapeutico, tra le quali si evidenziano: la morte improvvisa per danni cardiaci, l’aumentata incidenza dei tumori e patologie endocrinologiche e sessuali che nei maschi significano impotenza o ginecomastia e nelle femmine mascolinizzazione ed atrofia del seno, mentre risulta non ancora sufficientemente esplorata la componente patologica che ingenera gravi problemi di anoressia e di turbe sessuali secondarie che inducono disagio giovanile nella vita di relazione tra i generi. Inoltre, per gli steroidi anabolizzanti e per il testosterone un’ampia letteratura scientifica documenta, specialmente per l’assunzione di dosaggi più elevati, gravi disturbi del comportamento, come l’aumento dell’aggressività, turbe dell’umore, tendenza al suicidio e, più in generale, l’induzione della dipendenza. 

Obiettivi generali

In realtà, la qualità del servizio erogato dalle palestre e dai centri di fitness ha una valenza che va al di là del problema specifico dell’eventuale abuso di sostanze e farmaci dopanti riguardando, più in generale, il ruolo che viene (o non viene) esercitato nella promozione, tra gli utenti, di uno stile di vita sano. Il progetto va, dunque, inteso come una rilevante opportunità di intervenire su una molteplicità di aspetti riconducibili a due macrobiettivi:

a) la qualità e la sicurezza delle esercitazioni proposte agli utenti;
b) la promozione tra gli stessi di uno stile di vita sano.

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